{"id":112,"date":"2011-08-07T18:29:11","date_gmt":"2011-08-07T18:29:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.hazarapeople.com\/it\/?page_id=112"},"modified":"2016-09-10T14:24:25","modified_gmt":"2016-09-10T14:24:25","slug":"buddha-di-bamiyan","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.hazarainternational.com\/it\/buddha-di-bamiyan\/","title":{"rendered":"Buddha di Bamiyan"},"content":{"rendered":"<p><strong>I buddha di Bamiyan: un simbolo della storia e della cultura hazara<\/strong><\/p>\n<p>I Buddha di Bamiyan\u00a0erano due enormi statue scolpite da un gruppo religioso buddista nelle pareti di roccia della valle di Bamiyan, in Afghanistan. Bamiyan, situato a circa 230 chilometri dalla capitale Kabul, rappresenta l&#8217;epicentro della tradizione\u00a0e della storia Hazara.<\/p>\n<p>Una delle due statue era alta 38 metri e risaliva a 1800 anni fa, l&#8217;altra era alta 53 metri ed aveva 1500 anni.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.hazarapeople.com\/it\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/12642555_10153538902998515_207543820608678844_n.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2530\" src=\"http:\/\/www.hazarapeople.com\/it\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/12642555_10153538902998515_207543820608678844_n.jpg\" alt=\"Buddha di Bamiyan\" width=\"857\" height=\"418\" srcset=\"https:\/\/www.hazarainternational.com\/it\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/12642555_10153538902998515_207543820608678844_n.jpg 857w, https:\/\/www.hazarainternational.com\/it\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/12642555_10153538902998515_207543820608678844_n-300x146.jpg 300w, https:\/\/www.hazarainternational.com\/it\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/12642555_10153538902998515_207543820608678844_n-768x375.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 857px) 100vw, 857px\" \/><\/a><br \/>\n<strong>Nel 2003 vennero inserite, insieme all&#8217;intera zona archeologica circostante e al paesaggio culturale, nella lista dei Patrimoni mondiali dell&#8217;umanit\u00e0 dell&#8217;UNESCO<\/strong>, che assieme al supporto di altre nazioni, si erano prefissati l&#8217;obiettivo di ricostruire le statue distrutte nel 2001 dai Talebani.<\/p>\n<p><strong>Storia<\/strong><\/p>\n<p>Bamiyan si trova sul percorso della Via della seta, un itinerario mercantile che univa i mercati della Cina con quelli dell&#8217;Asia centrale e meridionale, del Medio Oriente e dell&#8217;Europa. Fu la sede di numerosi monasteri Buddhisti e un florido centro religioso, filosofico e artistico dal II secolo in poi, fino all&#8217;invasione islamica del IX secolo.<br \/>\nI monaci del monastero vivevano come eremiti in piccole grotte scavate nella roccia ai lati delle statue. Molti di questi monaci abbellirono le loro grotte con statue religiose e affreschi dai colori sgargianti.<\/p>\n<p><strong>Costruzione\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Si pensa che le due statue siano state costruite nel III e nel V secolo dai Kushan e dagli Eftaliti all&#8217;apice dei loro imperi. Da queste due trib\u00f9 indoeuropee col tempo si \u00e8 formata la base delle popolazioni Pashtun, il gruppo etnico da cui provenne poi il seguito dei Talebani.<br \/>\nIl pellegrino buddhista cinese Xuanzang, giunto a Bamiyan intorno al 630, descrive la regione come un fiorente centro buddhista, &#8220;con pi\u00f9 di cento monasteri e pi\u00f9 di mille monaci&#8221;, e nota che entrambe le statue erano &#8220;decorate con oro e splendidi gioielli&#8221; (Wriggins, 1995).<\/p>\n<p>Una statua monumentale raffigurante Buddha seduto, simile per stile a quelli di Bamiyan, si trova nelle grotte del Tempio Bingling, nella provincia cinese di Gansu.<br \/>\nNel mese di dicembre del 2004 un gruppo di ricercatori giapponesi scopr\u00ec che gli affreschi di Bamiyan furono dipinti fra il V e il IX secolo, e non fra il VI e l&#8217;VIII secolo come si pensava precedentemente. La scoperta \u00e8 stata fatta analizzando gli isotopi radioattivi contenuti in fibre di paglia trovate al di sotto degli affreschi.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.hazarapeople.com\/it\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/news_thumb_Buddhas_pre-Taliban.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-main-full wp-image-2532\" src=\"http:\/\/www.hazarapeople.com\/it\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/news_thumb_Buddhas_pre-Taliban-437x516.jpg\" alt=\"buddhas_pre-taliban\" width=\"437\" height=\"516\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Patrimonio dell&#8217;umanit\u00e0<\/strong><\/p>\n<p>Dal 2003 sono stati riconosciuti come Patrimonio dell&#8217;umanit\u00e0 dall&#8217;UNESCO e subito iscritti nella lista dei patrimoni in pericolo.<br \/>\nLe motivazioni sono state le seguenti:<br \/>\nLe statue del Buddha e l&#8217;arte rupestre della valle sono una rappresentazione fondamentale della scuola Gandhara nell&#8217;arte buddista dell&#8217;Asia centrale (criterio I).<br \/>\nI resti della valle sono testimonianza di un importante centro buddista sulla Via della seta e dello scambio culturale tra arte indiana, ellenistica, romana, sasanide e alla base dell&#8217;espressione artistica della scuola Gandhara (criterio II).<br \/>\nSono una testimonianza eccezionale di una tradizione culturale dell&#8217;Asia centrale ormai scomparsa (criterio III).<br \/>\nLa valle \u00e8 un esempio importante di un territorio culturale che illustra un significante periodo del Buddhismo (criterio IV).<br \/>\nLa valle \u00e8 l&#8217;espressione monumentale massima del Buddhismo occidentale. \u00c8 stato un importante centro di pellegrinaggio per molti secoli (criterio VI).<\/p>\n<p><strong>Distruzione<\/strong><\/p>\n<p><strong>I tentativi fino al XX secolo<\/strong><br \/>\nQuando Mahmud di Ghazni conquist\u00f2 l&#8217;Afghanistan nel XII secolo, le statue dei Buddha e gli affreschi vennero risparmiate dalla distruzione. Aurangzeb, l&#8217;ultimo imperatore Moghul, si distinse per il suo zelo religioso e us\u00f2 l&#8217;artiglieria pesante in un tentativo di distruggere le statue[senza fonte]. Anche Nadir Shah, dopo molti secoli di relativa calma, fece sparare colpi di cannone sulle statue. Ma a parte alcuni danni di scarsa rilevanza, i due Buddha resistettero egregiamente fino alla fine del XX secolo.<br \/>\n<strong>I Talebani<\/strong><br \/>\nNel marzo 2001, i Talebani, musulmani iconoclasti, ordinarono la distruzione delle due statue, denunciando surrettiziamente come idolatre quelle sculture. Anche se nell&#8217;intenzione di chi eresse le statue poteva esservi una forma di idolatria, le statue per il Buddismo rappresentavano comunque esseri umani e non dei. Da questo punto di vista i talebani hanno distrutto raffigurazioni umane e non divine, riuscendo peraltro a colpire in modo offensivo la sensibilit\u00e0 dell&#8217;Occidente da essi tanto odiato. Non va neppure dimenticato che nessuna dinastia islamica, fino ai Ghaznavidi si sogn\u00f2 mai di abbattere le raffigurazioni artistico-religiose del passato preislamico. Questo non \u00e8 solo vero per l&#8217;Afghanistan (allora chiamato Khorasan e Tokharistan) ma, in modo del tutto eloquente, per l&#8217;Egitto col suo passato faraonico, ma anche la Siria o l&#8217;Iraq, con le sue innumerevoli testimonianze d&#8217;un passato che affonda le sue radici fin dentro il III millennio a.C. o la Libia e la Tunisia medievale e moderna, che conservarono le tracce del loro passato, non solo romano. La stessa Turchia, sede del Sultanato ottomano, restauratore del Califfato, non tocc\u00f2 mai le testimonianze del pi\u00f9 remoto passato, come ad esempio quello hittita.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.hazarapeople.com\/it\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/buddha_afg_an_002_slide-f9e1a75cfef0e5286f1a8e047450d9b992ab476e-s900-c85.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-main-full wp-image-2531\" src=\"http:\/\/www.hazarapeople.com\/it\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/buddha_afg_an_002_slide-f9e1a75cfef0e5286f1a8e047450d9b992ab476e-s900-c85-900x516.jpg\" alt=\"Talebani\" width=\"702\" height=\"402\" \/><\/a><\/p>\n<p>Nel luglio del 1999 &#8211; in linea con la consolidata tradizione islamica che non distrugge le testimonianze archeologiche del passato, fossero anche &#8220;idolatriche&#8221; come i monumenti della Mesopotamia, della Siria o dell&#8217;Egitto antichi &#8211; il Mullah Mohammed Omar aveva emanato un decreto in favore delle conservazione dei Buddha di Bamiyan. A causa del fatto che la popolazione di fede buddista dell&#8217;Afghanistan non esisteva pi\u00f9 da lungo tempo, il che impediva la possibilit\u00e0 che le due statue venissero adorate, egli dichiar\u00f2: \u201cIl governo considera le statue di Bamiyan un esempio di una potenziale grande risorsa turistica per l&#8217;Afghanistan, e quindi dichiara che il sito di Bamiyan non dovr\u00e0 essere distrutto ma protetto\u201d.<\/p>\n<p>Il &#8220;clero&#8221; islamico afgano diede poi un severo giro di vite nei confronti dei segmenti non islamici della societ\u00e0. I Talebani bandirono ogni forma di raffigurazione, musica e sport, compresa la televisione, in accordo con quello che loro consideravano una rigorosa interpretazione della legge islamica.<br \/>\nNel marzo 2001, secondo l&#8217;agenzia di stampa France Press, un decreto dichiar\u00f2:<\/p>\n<p>\u00ab in base al verdetto del clero e alla decisione della Corte Suprema dell&#8217;Emirato Islamico, tutte le statue in Afghanistan devono essere distrutte. Tutte le statue del paese devono essere distrutte perch\u00e9 queste statue sono state in passato usate come idoli dagli infedeli. Sono ora onorate e possono tornare a essere idoli in futuro. Solo Allah l&#8217;Onnipotente merita di essere adorato, e niente o nessun altro. \u00bb<br \/>\nIl ministro della Cultura e dell&#8217;Informazione Qadratullah Jamal rese nota all&#8217;agenzia di stampa Associated Press la decisione dei 400 religiosi afgani che dichiarava che le statue di Buddha erano contrari ai principi dell&#8217;Islam.<\/p>\n<p>Il 6 marzo il quotidiano londinese Times riport\u00f2 che il Mullah Mohammed Omar disse: \u201ci musulmani dovrebbero essere orgogliosi di distruggere gli idoli\u201d. Egli aveva chiaramente cambiato la sua posizione, dall&#8217;essere favorevole alla conservazione delle statue all&#8217;essere fortemente contrario.<\/p>\n<p><strong>Tentativi internazionali di salvataggio<\/strong><\/p>\n<p>Il Metropolitan di New York chiese il permesso di portare negli Stati Uniti i due Buddha, e anche il governo indiano si fece avanti proponendo di prendere in consegna le due statue.[1] Dopo il primo giorno di bombardamenti, decine di governi tra i quali persino quello musulmano del Pakistan, unico paese amico dei Talebani, chiesero invano al mullah Omar di annullare la decisione.[2] A nulla valsero i tentativi di salvare le statue dalla decisione, ormai presa, dei Talebani di distruggerle.<\/p>\n<p><strong>La giustificazione<\/strong><br \/>\nIl 18 marzo il New York Times riporta che un rappresentante dei Talebani disse che il governo prese questa decisione per l&#8217;ira derivante dal fatto che una delegazione straniera offr\u00ec denaro per salvare le antiche statue mentre un milione di afgani rischiavano di morire di fame.<\/p>\n<p>Il 19 aprile 2004, durante un&#8217;intervista ad un giornale pachistano, il <strong>Mullah Mohammed Oma<\/strong>r dichiar\u00f2: \u201cIo non volevo distruggere i Buddha di Bamiyan. In realt\u00e0 alcuni stranieri vennero da me e dissero che loro avrebbero voluto restaurare le statue che erano state lievemente danneggiate a causa delle piogge. Questo mi scandalizz\u00f2. Pensai \u201cquesta gente insensibile non ha riguardo delle migliaia di essere umani che muoiono di fame, ma sono cos\u00ec preoccupati per oggetti inanimati come i Buddha\u201d. Questo era estremamente deplorevole, e questa \u00e8 la ragione per cui ne ho ordinato la distruzione. Fossero venuti per ragioni umanitarie, non ne avrei mai ordinato la distruzione\u201d.<\/p>\n<p>Il governo dei Talebani decret\u00f2 che le statue, che erano sopravvissute intatte per pi\u00f9 di 1500 anni, erano idolatre e contrarie all&#8217;Islam. Durante la distruzione, il ministro dell&#8217;Informazione Qudratullah Jamal disse che \u201cquesto lavoro non \u00e8 cos\u00ec semplice come la gente pu\u00f2 pensare. Non si possono tirar gi\u00f9 le statue bombardandole perch\u00e9 entrambe sono incise e solidamente attaccate alla montagna\u201d. I due Buddha vennero demoliti a colpi di dinamite e cannone dopo quasi un mese di intensi bombardamenti.<\/p>\n<p><strong>Ricostruzione<\/strong><\/p>\n<p><strong>L&#8217;impegno per la ricostruzione<\/strong><br \/>\nBench\u00e9 le statue dei due Buddha siano state quasi completamente distrutte, i loro profili e alcune loro fattezze sono tuttora riconoscibili nelle cavit\u00e0. \u00c8 possibile per i visitatori esplorare le caverne dei monaci e i passaggi che le uniscono. Come parte dello sforzo internazionale per ricostruire l&#8217;Afghanistan dopo la guerra contro i Talebani, il governo del Giappone e alcune altre organizzazioni (tra cui l&#8217;Afghanistan Institute di Bubendorf in Svizzera e l&#8217;ETH di Zurigo) si sono impegnate nella ricostruzione delle due grandi statue di Buddha.<\/p>\n<p>Tuttavia il restauro del sito non \u00e8 stato considerato prioritario dall&#8217;UNESCO e probabilmente i Buddha non saranno mai ricostruiti. Gli sforzi hanno portato allo stato attuale solo ad un consolidamento della roccia e delle nicchie che hanno sofferto per il bombardamento. Il consolidamento delle pareti \u00e8 stato eseguito dalla Trevi S.p.A. di Cesena (Italia).<\/p>\n<p>Un ulteriore risultato \u00e8 arrivato l&#8217;8 settembre 2008, quando, gli archeologi, alla ricerca di una leggendaria statua di 300 metri nel sito, annunciarono la scoperta di un terzo Buddha di 19 metri, un Buddha coricato in parinirv\u0101na, una posa che rappresenta il passaggio del Buddha nel nirvana, di cui Xuanzang fa una descrizione.[3]<\/p>\n<p>Il governo afgano ha chiesto all&#8217;artista giapponese Hiro Yamagata di ricreare i Buddha di Bamiyan[4] usando 14 raggi laser che proiettino le immagini delle statue nelle nicchie in cui erano stati scolpiti. I laser saranno alimentati tramite energia solare ed eolica. Se approvato dall&#8217;UNESCO il progetto, del costo di 9 milioni di dollari, in teoria avrebbe dovuto essere completato entro il 2007 ma, a tutt&#8217;oggi, non si hanno notizie in merito.<\/p>\n<p><strong>Documentari<\/strong><\/p>\n<p>Nel mese di marzo 2006 il regista svizzero Christian Frei ha realizzato un documentario di 95 minuti, intitolato \u201cI Buddha giganti&#8221;, che parla delle statue, della decisione dei Talebani di distruggerle e delle reazioni internazionali. La voce narrante della versione italiana \u00e8 del doppiatore italiano Riccardo Merli.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Buddha_di_Bamiyan\"><strong>Fonte: Wikipedia<\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I buddha di Bamiyan: un simbolo della storia e della cultura hazara I Buddha di Bamiyan\u00a0erano due enormi statue scolpite da un gruppo religioso buddista nelle pareti di roccia della valle di Bamiyan, in Afghanistan. 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