{"id":203,"date":"2011-08-09T22:56:43","date_gmt":"2011-08-09T22:56:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.hazarapeople.com\/it\/?p=203"},"modified":"2011-08-09T22:56:43","modified_gmt":"2011-08-09T22:56:43","slug":"un-po-di-storia-e-di-archeologia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.hazarainternational.com\/it\/un-po-di-storia-e-di-archeologia\/","title":{"rendered":"Un po&#8217; di storia e di archeologia"},"content":{"rendered":"<p>Balzato tristemente all&#8217;attenzione del mondo nel 1978, quando fu invaso dalle truppe sovietiche, l&#8217;Afghanistan ha per millenni conservato gelosamente i tesori archeologici di cui era depositario.<br \/>\nTi proponiamo qui un approfondimento su un tema che si ricollega al percorso di Alessandro Magno, nella sua marcia verso l&#8217;India, e che pone oggi questioni di scottante attualit\u00e0 per la violenza della storia e degli uomini. L&#8217;Afghanistan, infatti, \u00e8 stato ed \u00e8 tuttora teatro di una guerra che non risparmia nessuno, uomini, cose, storia, opere d&#8217;arte. <\/p>\n<p> <a href=\"http:\/\/www.hazarapeople.com\/it\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/grecobud2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.hazarapeople.com\/it\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/grecobud2-e1312930094918.jpg\" alt=\"\" title=\"grecobud2\" width=\"480\" height=\"430\" class=\"aligncenter size-full wp-image-204\" \/><\/a><br \/>\n<strong>Un po&#8217; di storia e di archeologia<\/strong><\/p>\n<p>La tradizione dei popoli dell&#8217;Afghanistan \u00e8 sepolta nel suo territorio montagnoso, dove si aprono pianure rese un tempo fertili dall&#8217;opera di irrigazione dell&#8217;uomo. Qui passava la Via della Seta, che portava l&#8217;Occidente a incontrare l&#8217;Oriente e viceversa.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.hazarapeople.com\/it\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/grecobud3.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.hazarapeople.com\/it\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/grecobud3-150x150.jpg\" alt=\"\" title=\"grecobud3\" width=\"150\" height=\"150\" class=\"alignright size-thumbnail wp-image-205\" srcset=\"https:\/\/www.hazarainternational.com\/it\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/grecobud3-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.hazarainternational.com\/it\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/grecobud3-50x50.jpg 50w, https:\/\/www.hazarainternational.com\/it\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/grecobud3-70x70.jpg 70w, https:\/\/www.hazarainternational.com\/it\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/grecobud3-55x55.jpg 55w\" sizes=\"auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a><br \/>\nSolo nel 1922 si \u00e8 cominciato a scavare in questa regione. La spedizione era guidata da un viaggiatore francese, appassionato conoscitore dell&#8217;arte del Gandhara, l&#8217;espressione nella quale elementi tipicamente indiani si fusero con elementi dell&#8217;arte greca per dare forma umana al Buddha. Egli cerc\u00f2 l\u00ec l&#8217;origine di questa espressione artistica, sorta in seguito all&#8217;espansione dell&#8217;ellenismo verso Oriente l&#8217;indomani della scomparsa di Alessandro Magno, lungo il percorso della Via della Seta in Afghanistan.<\/p>\n<p>I contatti tra il mondo greco e l&#8217;India infatti, dopo Alessandro, si intensificarono quando le colonie greche della Battriana, sottrattesi all&#8217;autorit\u00e0 dei Seleucidi, gli eredi di Alessandro Magno in Siria, diedero vita a un regno indipendente sulle rive dell&#8217;Oxus, l&#8217;attuale Amudaria. Questo regno estese i propri domini a est e a sud dell&#8217;Hindukush, fino al Punjab e al territorio degli indiani Maurya. Fu uno dei sovrani, Ashoka, l&#8217;artefice della conversione al buddismo di questo popolo, tra il 270 e il 240 a.C. Da capo militare Ashoka si trasform\u00f2 poi in sovrano pacifista e fece scolpire nella pietra numerose iscrizioni esaltanti la sua nuova fede.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.hazarapeople.com\/it\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/grecobud7.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.hazarapeople.com\/it\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/grecobud7-e1312930189219.jpg\" alt=\"\" title=\"\" width=\"480\" height=\"736\" class=\"aligncenter size-full wp-image-206\" \/><\/a><br \/>\nGli archeologi francesi scavarono intorno a Hadda, nel monastero buddista di Tapa-kalan, poi a Balkh, l&#8217;antica Bactres, nell&#8217;Afghanistan del nord, alla ricerca della citt\u00e0 dove Alessandro aveva celebrato le nozze con Rossane e che un tempo aveva dato asilo al profeta Zoroastro. Fecero il censimento dei templi e delle statue buddiste della valle di Bamiyan, esplorarono il Seistan afghano per catalogare i siti preistorici e le fortezze musulmane distrutte nel XIV secolo dalle truppe di Tamerlano.<\/p>\n<p>Nel 1937 fu scoperto il tesoro di Begram. Presso questa localit\u00e0 a nord di Kabul, si trovavano le rovine dell&#8217;antica citt\u00e0 di Kapisa, l'&#8221;Alessandria&#8221; del Caucaso, capitale della regione fino all&#8217;VIII secolo. Si diede avvio agli scavi e venne alla luce un tesoro favoloso, a testimonianza della ricchezza dei rapporti commerciali che in et\u00e0 romana si erano stabiliti tra il Mediterraneo e la Cina: piatti e recipienti di bronzo, vetri molati o dipinti fabbricati in Siria ed Egitto, statuine di origine greca, lacche cinesi dell&#8217;epoca della dinastia Han, placche indiane in avorio scolpito per la decorazione di un trono, resti conservati fino a poco tempo fa nel museo di Kabul, oggi forse trafugati in Pakistan.<\/p>\n<p><strong>Un paradiso terrestre con due angeli caduti<\/strong><br \/>\n \t <a href=\"http:\/\/www.hazarapeople.com\/it\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/grecobud6c.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.hazarapeople.com\/it\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/grecobud6c-150x150.jpg\" alt=\"\" title=\"\" width=\"150\" height=\"150\" class=\"alignright size-thumbnail wp-image-207\" srcset=\"https:\/\/www.hazarainternational.com\/it\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/grecobud6c-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.hazarainternational.com\/it\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/grecobud6c-50x50.jpg 50w, https:\/\/www.hazarainternational.com\/it\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/grecobud6c-70x70.jpg 70w, https:\/\/www.hazarainternational.com\/it\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/grecobud6c-55x55.jpg 55w\" sizes=\"auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a><br \/>\nC&#8217;\u00e8 una valle splendida protetta da alte montagne l\u00e0 nell&#8217;Afghanistan: \u00e8 l&#8217;alta vallata di Bamiyan, detta anche la Valle degli dei. Essa restitu\u00ec, nelle falesie che chiudono la sua parte orientale, cappelle, pi\u00f9 di 750, nicchie e monasteri nei quali erano custodite statue e pitture. Tra esse due colossali statue di Buddha, oggetto di interventi di salvaguardia e di restauri da parte di diverse missioni archeologiche. La pi\u00f9 antica, di 35 m di altezza, risale al III secolo d.C.; la pi\u00f9 grande, 53 m, \u00e8 del IV. Scavate nella scarpata calcarea che domina la vallata, erano in origine riccamente decorate, con un vivace rivestimento in stucco policromo. Le mani e la faccia erano dorate e le pareti interne decorate con affreschi. Il pellegrino cinese Hsien Tsung, in occasione di una visita compiuta nel 632, scrisse che i loro colori dorati brillavano da ogni parte e le loro preziose decorazioni abbagliavano la vista tanto erano sfolgoranti.<\/p>\n<p>\u00c8 in questa valle, nella quale scorrevano corsi d&#8217;acqua abbondanti, ricchi di minerali, irreggimentati nel corso dei secoli per farne canali essenziali per lo sviluppo dell&#8217;agricoltura, che si insediarono i successori di Alessandro Magno, e vi trapiantarono l&#8217;arte ellenica.<br \/>\nCon l&#8217;impero dei kushana, una dinastia di origine centroasiatica, che regn\u00f2 sull&#8217;Afghanistan dal I al IV secolo d.C., Bamiyan e la sua regione divennero uno dei pi\u00f9 grandi luoghi di incontro e di scambio di idee, d&#8217;arte e di cultura. Il re Kaniska, che si considerava uno dei pi\u00f9 potenti sovrani al mondo, instaur\u00f2 relazioni commerciali con Roma, nel I secolo d.C.<\/p>\n<p>\u00c8 in questo periodo che il buddismo si trasforma: sulla spinta del cristianesimo, non \u00e8 pi\u00f9 riservato agli iniziati, ma diviene una religione per tutti; nascono le prime rappresentazioni di Buddha come versione orientaleggiante del dio greco Apollo.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.hazarapeople.com\/it\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/grecobud9.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.hazarapeople.com\/it\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/grecobud9-e1312930300753.jpg\" alt=\"\" title=\"\" width=\"480\" height=\"328\" class=\"aligncenter size-full wp-image-208\" \/><\/a><br \/>\nLa regione sub\u00ec poi gli attacchi dei sasanidi, nel III secolo d.C., degli unni bianchi, nel V, dell&#8217;islam, nell&#8217;VIII, riuscendo sempre a mantenere la propria impronta buddista e a sfuggire al fervore iconoclasta del rigido monoteismo islamico. <\/p>\n<p>Solo nel X secolo il governatore turco di Balkh conquist\u00f2 Bamiyan sconfiggendo l&#8217;ultimo re buddista e i volti dei Buddha iniziarono a subire una progressiva opera di sfregiamento, acutizzata nel 1222 quando i mongoli di Gengis Khan annientarono l&#8217;intera vallata e la popolazione che l&#8217;abitava, distrussero le torri e i castelli che la proteggevano, i sistemi di irrigazione che la rendevano fertile.<br \/>\n <a href=\"http:\/\/www.hazarapeople.com\/it\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/grecobud91.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.hazarapeople.com\/it\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/grecobud91-150x150.jpg\" alt=\"\" title=\"\" width=\"150\" height=\"150\" class=\"alignright size-thumbnail wp-image-209\" srcset=\"https:\/\/www.hazarainternational.com\/it\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/grecobud91-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.hazarainternational.com\/it\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/grecobud91-50x50.jpg 50w, https:\/\/www.hazarainternational.com\/it\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/grecobud91-70x70.jpg 70w, https:\/\/www.hazarainternational.com\/it\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/grecobud91-55x55.jpg 55w\" sizes=\"auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a><br \/>\nNegli anni successivi l&#8217;apertura delle rotte marittime tra Europa e Asia tagli\u00f2 fuori per sempre questa vallata dagli antichi commerci e determin\u00f2 la fine del suo originario splendore.<\/p>\n<p><strong>Oggi, tra rovine e rancori<\/strong><\/p>\n<p>Discendenti dei mongoli, gli hazara si insediarono l\u00ec fino al secolo scorso, quando furono deportati e schiavizzati dal re afghano Abdur Rahman; egli impose loro tributi punitivi pesantissimi, come il diritto di pascolo a favore dei nomadi kutchi, che potevano prendere schiavo un hazara e rivenderlo nella capitale.<br \/>\nLa regione cominci\u00f2 a essere visitata da viaggiatori e turisti negli anni Sessanta e Settanta. Dopo, l&#8217;inferno:<\/p>\n<p>i dieci anni di occupazione sovietica, nei quali il paese \u00e8 stato chiuso in un ferreo isolamento; gli hazara, considerati prototipo di popolo oppresso, furono ammessi nelle universit\u00e0, ebbero importanti incarichi nell&#8217;esercito e nell&#8217;amministrazione, sostenuti anche dai correligionari sciiti dell&#8217;Iran; i kutchi furono invece cacciati dall&#8217;Afghanistan;<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.hazarapeople.com\/it\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/grecobud92.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.hazarapeople.com\/it\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/grecobud92-e1312930421715.jpg\" alt=\"\" title=\"\" width=\"480\" height=\"424\" class=\"aligncenter size-full wp-image-210\" \/><\/a><br \/>\ni dieci anni di conflitto tra le varie fazioni che si sono succedute al governo dopo il ritiro delle truppe sovietiche, nel 1992, quando salirono al potere i mujaheddin che iniziarono a saccheggiare e distruggere Bamiyan nel 1995 e continuarono fino all&#8217;offensiva dei taliban nel 1997. Gli uomini in armi delle opposte fazioni hanno cominciato entrambi a sparare sulle statue dei Buddha. Dopo un anno di assedio gli hazara hanno consegnato Bamiyan alle truppe integraliste nel settembre 1998, l&#8217;hanno ripresa per un mese nel 1999, con nuovi bombardamenti, fuga della popolazione e rappresaglie di cui \u00e8 difficile stimare il numero di vittime. Anche i kutchi nel frattempo sono tornati, armati dai taliban, dopo vent&#8217;anni, e hanno iniziato rappresaglie e saccheggi di cibi, tappeti, cavalli, bestiame in tutti i villaggi della zona. I rapporti dell&#8217;ONU, di Amnesty International e di altre associazioni per i diritti dell&#8217;uomo parlano di genocidio.<\/p>\n<p><strong>Ecco quanto scrivono due reporters che di recente sono riusciti a inoltrarsi nella valle di Bamiyan:<\/strong><\/p>\n<p>L\u00e0 dove ci attendevamo di trovare un bazar fiorente e brulicante non abbiamo trovato altro che la desolazione. [\u2026] Abbiamo visitato dapprima le sale che si trovano alla base del Buddha pi\u00f9 grande: nessuna traccia rimane degli affreschi e delle arcate decorate con figure di bodhisattva stanti o seduti. La gran parte delle sale sono tristemente vuote. Altre sono state trasformate in deposito di armi: in una sala armi automatiche e razzi, in un&#8217;altra mine anticarro di fabbricazione iraniana, statunitense e italiana nuove di zecca, detonatori per mortai, pericolosamente confusi con mine antiuomo russe, pakistane e cinesi. In questi anni le diverse fazioni hanno usato le sale come santabarbara, l\u00ec collocata con funzione deterrente: sarebbe stato infatti sufficiente un solo colpo di fucile per far esplodere l&#8217;intera falesia e con essa le statue.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.hazarapeople.com\/it\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/grecobud6a.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.hazarapeople.com\/it\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/grecobud6a-e1312930469267.jpg\" alt=\"\" title=\"\" width=\"480\" height=\"308\" class=\"aligncenter size-full wp-image-211\" \/><\/a><br \/>\nDopo esserci inoltrati in un cunicolo abbiamo raggiunto la sommit\u00e0 della falesia, in corrispondenza della testa del Buddha pi\u00f9 grande. La parete est della nicchia sulla quale era stata scolpita la celebre immagine di un bodhisattva, vestito d&#8217;un abito nero e circondato da aureole multicolori \u00e8 ancora al suo posto, ma ha subito non pochi danni e si distinguono facilmente i segni dei colpi di kalashnikov. Una fessura preoccupante attraversa la parete posteriore della testa del Buddha e su quel che resta del viso si vedono le tracce nerastre lasciate dai colpi di proiettili innescati con sostanze infiammanti. [\u2026] Le pitture murali sono state staccate e trafugate: un&#8217;intera sezione \u00e8 stata chiaramente tagliata a partire dal soffitto ed \u00e8 assai difficile sperare di poter mai rivedere quest&#8217;opera d&#8217;arte vecchia di oltre 1500 anni.<br \/>\nSiamo quindi ridiscesi per recarci a est verso il secondo Buddha. Una volta raggiunta la statua, abbiamo potuto verificare che le fessurazioni sono ancora pi\u00f9 gravi di quelle riscontrate nella prima statua ed \u00e8 chiaro che si tratta degli effetti di una o pi\u00f9 forti esplosioni, che hanno compromesso anche le strutture delle sale, delle gallerie e delle scale. [\u2026] Il Buddha pi\u00f9 piccolo \u00e8 stato vittima di un accanimento maggiore. La testa \u00e8 stata completamente distrutta, cos\u00ec come il cunicolo che si apriva dietro di essa. <\/p>\n<p>I panneggi in stucco che decoravano la parte superiore del corpo si conservano appena per met\u00e0 e, soprattutto, non \u00e8 rimasto nulla dell&#8217;affresco pi\u00f9 importante, che rappresentava un personaggio con l&#8217;aureola che guida un carro tirato da quattro cavalli alati. Di questa meraviglia restano solo poche tracce biancastre e i segni dell&#8217;esplosivo. Proseguendo lungo la galleria lo spettacolo \u00e8 desolante: tutti gli affreschi ancora in buono stato sono stati staccati e trafugati: saranno stati immessi nel mercato clandestino delle opere d&#8217;arte e se ne perder\u00e0 per sempre la traccia. (Archeo, attualit\u00e0 del passato, &#8220;Speciale Afghanistan&#8221;, n. 191, gennaio 2001, pp. 36-61)<\/p>\n<p>A lettura ultimata ti invitiamo a una riflessione che cerchi le ragioni storiche dei conflitti negli Stati cosiddetti &#8220;cuscinetto&#8221; quali l&#8217;Afghanistan. Per rispondere considera attentamente la posizione geografica e strategica di questa regione.<br \/>\nConfronta ora la fine dell&#8217;architettura e della statuaria afghana con la fine della biblioteca di Alessandria cos\u00ec come ce ne parla Luciano Canfora, ricostruendo la storia degli ultimi momenti di quella culla di cultura.<\/p>\n<p>Se l&#8217;arte, i libri, i monumenti sono espressione della libert\u00e0 creatrice dell&#8217;uomo, l&#8217;intolleranza e l&#8217;iconoclastia sono, a tuo avviso, segno di incapacit\u00e0 di controllare e gestire la differenza? Perch\u00e9?<br \/>\nQuali sentimenti ed emozioni ti provoca leggere queste pagine di attualit\u00e0?<\/p>\n<p>Se ti interessa l&#8217;argomento, puoi approfondirlo cercando sui giornali, a partire da gennaio 2001, i momenti pi\u00f9 significativi di questa guerra ancora oggi combattuta in Afghanistan. Scoprirai la fine di questi due Buddha. Puoi farlo recandoti all&#8217;emeroteca, la biblioteca dei giornali, come dice il nome, della tua citt\u00e0. Oppure puoi farlo consultando in Internet gli archivi dei maggiori quotidiani on-line.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.lanuovaitalia.it\/hynie\/miliari\/it_greci\/indiaalessandro\/grecobuddista.htm\"><strong>Fonte e Copyright<\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Balzato tristemente all&#8217;attenzione del mondo nel 1978, quando fu invaso dalle truppe sovietiche, l&#8217;Afghanistan ha per millenni conservato gelosamente i tesori archeologici di cui era depositario. 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