{"id":404,"date":"2011-08-19T21:56:29","date_gmt":"2011-08-19T21:56:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.hazarapeople.com\/it\/?p=404"},"modified":"2011-08-19T21:56:29","modified_gmt":"2011-08-19T21:56:29","slug":"gli-hazara-dellafghanistan-umiliati-e-offesi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.hazarainternational.com\/it\/gli-hazara-dellafghanistan-umiliati-e-offesi\/","title":{"rendered":"Gli hazara dell&#8217;Afghanistan, umiliati e offesi"},"content":{"rendered":"<p><strong>DI ROSSELLA FABIANI<\/strong><\/p>\n<p><strong>Isolato per motivi geografici e religiosi, oppresso dai taliban, oggi il popolo hazara pu\u00f2 dare speranza all\u2019Afghanistan. Nella provincia di Bamiyan, coltivatori di patate di etnia hazara, lavorano sotto i resti dei Bhudda scolpiti nella pietra calcarea 1.500 anni fa, forse dai loro stessi antenati, e demoliti dai fondamentalisti islamici nel 2001. Sotto gli occhi di quei Buddha sono andati e venuti mercanti della via della seta e missionari di ogni fede. Emissari di vari imperi, mongoli, safavidi, mogul, inglesi e sovietici hanno attraversato questa provincia. E\u2019 sorta una nazione chiamata Afghanistan e pi\u00f9 di un regime \u00e8 nato, \u00e8 caduto o \u00e8 stato rovesciato. Le statue sono rimaste l\u00ec. <\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.hazarapeople.com\/it\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/hazaraculture12.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.hazarapeople.com\/it\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/hazaraculture12-e1313790924141.jpg\" alt=\"\" title=\"hazaraculture1\" width=\"480\" height=\"318\" class=\"aligncenter size-full wp-image-405\" srcset=\"https:\/\/www.hazarainternational.com\/it\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/hazaraculture12-e1313790924141.jpg 480w, https:\/\/www.hazarainternational.com\/it\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/hazaraculture12-e1313790924141-165x110.jpg 165w, https:\/\/www.hazarainternational.com\/it\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/hazaraculture12-e1313790924141-270x180.jpg 270w\" sizes=\"auto, (max-width: 480px) 100vw, 480px\" \/><\/a><br \/>\nMa per i taliban i Buddha erano soltanto idoli non islamici, eresie scolpite nella roccia. Distruggendo i Buddha, hanno voluto sottolineare la supremazia della loro fede sulla storia e la cultura. E ancora. Hanno voluto dimostrare il loro potere nei confronti della gente che viveva sotto le statue, gli hazara, abitanti di una zona isolata dell\u2019Afghanistan centrale nota come Hazarajat. Questa \u00e8 la loro terra, ma pur costituendo un quinto della popolazione del Paese, gli hazara sono sempre stati considerati degli estranei. In un paese a larga maggioranza sunnita, loro sono in maggioranza sciiti. Sono considerati da sempre dei gran lavoratori, eppure svolgono i lavori pi\u00f9 umili. I loro lineamenti asiatici, occhi stretti, naso schiacciato, viso largo, li hanno relegati a una casta inferiore.<br \/>\n<strong><br \/>\nI taliban che nel 2001 governavano il Paese, erano in prevalenza fondamentalisti sunniti di etnia pasthun e consideravano gli hazara come esseri inferiori soprattutto perch\u00e9, secondo loro, non pregano come deve pregare un vero musulmano. Un detto talebano sui gruppi etnici non pasthun dell\u2019Afghanistan dice: \u201cI tagiki nel Tagikistan, gli uzbeki nell\u2019Uzbekistan e gli hazara nel goristan\u201d, vale a dire, al cimitero. Quando i taliban hanno distrutto i Buddha stavano assediando l\u2019Hazarajat dando alle fiamme interi villaggi per fare terra bruciata della provincia. Poi la tragedia lontana dell\u201911 settembre che al popolo hazara \u00e8 apparsa come una promessa di salvezza perch\u00e9 ha provocato l\u2019intervento americano. <\/strong><\/p>\n<p>Adesso, a oltre sei anni dalla caduta dei taliban, la terra degli hazara mostra ancora le cicatrici di quel periodo, ma si intravedono prospettive inimmaginabili dieci anni fa. Oggi la provincia \u00e8  tra le pi\u00f9 sicure dell\u2019Afghanistan e le piantagioni di papavero da oppio, cos\u00ec diffuse in altre zone del Paese, qui sono praticamente inesistenti. A Kabul, la capitale, sede del governo centrale di Hamid Karzai, c\u2019\u00e8 un nuovo ordinamento politico e gli hazara hanno finalmente accesso alle universit\u00e0, a impieghi nell\u2019amministrazione pubblica e a possibilit\u00e0 di carriera che erano state sempre loro precluse. Uno dei vice presidenti del nuovo Afghanistan \u00e8 hazara, come lo \u00e8 il parlamentare pi\u00f9 votato, nonch\u00e9 l\u2019unica governatrice donna del Paese. Persino il bestseller internazionale \u201cIl cacciatore di aquiloni \u201c (da cui \u00e8 stato realizzato anche un film) racconta la storia di un Hazara, per quanto immaginario. <\/p>\n<p>Mentre il Paese, dopo decenni di guerra civile, \u00e8 impegnato in una faticosa opera di ricostruzione, sono in molti a credere che l\u2019Hazarajat possa costituire il modello di una nuova societ\u00e0 non solo per gli stessi hazara, ma per tutto il popolo afghano. Una speranza, per\u00f2, ancora frustrata dal presente: strade mai costruite, la rinascita dei taliban e crescenti ondate d\u2019estremismo sunnita. Il progetto di ricostruzione dei due Buddha, che prevede la raccolta delle migliaia di frammenti di roccia che li componevano, tuttavia, \u00e8 stato avviato. Anche gli hazara stanno cercando di ricomporre il loro passato, ma non hanno idea di come pu\u00f2 essere un futuro libero dalle persecuzioni. L\u2019Hazarajat \u00e8 molto conservatore, ma tutt\u2019altro che fondamentalista. Le donne possono andare a scuola, hanno i loro interessi e la loro libert\u00e0. In tutta la provincia, l\u2019istruzione \u00e8 una priorit\u00e0. Anche se la scuola \u00e8 soltanto una tenda o un edificio senza finestre, anche se i figli potrebbero portare del denaro a casa andando a lavorare, i loro genitori vogliono che studino. E\u2019 hazara la giovent\u00f9 pi\u00f9 istruita e progressista, pronta ad afferrare le possibilit\u00e0 offerte dalla nuova situazione. A Kabul oggi il 40 per cento della popolazione \u00e8 hazara. Hossein Yasa, direttore del quotidiano Daily Outlook, scrive che ci sono stazioni televisive e giornali di propriet\u00e0 hazara e che \u00e8 in costruzione un enorme complesso con madrasa e moschea sciita. Ma il sogno pi\u00f9 grande per gli hazara \u00e8 vedere finalmente un luogo dove ci sia una chiesa e un tempio induista, dove possano coesistere religioni diverse.<\/p>\n<p>Ma costruire qualcosa su questa terra non \u00e8 facile, anche se l\u2019Hazarajat potrebbe essere un esempio di quello che \u00e8 possibile ottenere in una provincia che crede nel processo di rinnovamento della nazione, dove coltivare papaveri \u00e8 haram, proibito dalla legge islamica. Ma forse \u00e8 gi\u00e0 passato troppo tempo. La ricomparsa dei taliban che hanno ripreso di mira i leader hazara di diversi distretti confinanti con le loro roccaforti a sud del Paese, rievoca gli incubi del passato. La speranza \u00e8 che in Afghanistan emerga finalmente una nuova generazione di leader in grado di condurre il proprio popolo oltre le logiche dei signori della guerra e della jihad. Ma molto dipender\u00e0 da quanto cresceranno i taliban, dal grado di impegno che la comunit\u00e0 internazionale sapr\u00e0 mantenere e dal modo in cui le tensioni tra gli Stati Uniti e l\u2019Iran (Paese a maggioranza sciita) si ripercuoteranno sugli hazara. In gioco c\u2019\u00e8 la storia di un intero Paese. Che \u00e8 anche la storia di tutti.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ideazione.com\/new_2008\/articoli\/2008\/marzo\/2008_03_07_fabiani.htm\"><strong>Fonte e Copyright<\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DI ROSSELLA FABIANI Isolato per motivi geografici e religiosi, oppresso dai taliban, oggi il popolo hazara pu\u00f2 dare speranza all\u2019Afghanistan. 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